Una fotocamera digitale DIY hackabile gira attorno al Raspberry Pi 5

Una fotocamera digitale DIY hackabile, costruita attorno a un Raspberry Pi 5 e pensata per chi vuole smontarla, modificarla e riscriverne il software. È il progetto di Malcolm-Jamal Wilson. Il cuore è un Raspberry Pi 5 con 2 GB di RAM, scelto per contenere costo e calore, che esegue un’app fotocamera custom in Python basata su Picamera2 e libcamera. Attorno ci sono sensori intercambiabili in cartucce, un attacco manuale Sony E e un display DSI touchscreen Waveshare da 4 pollici a 800 x 480. L’esperienza di scatto è tutta manuale.

La memoria interna è una microSD da 128 GB, espandibile tramite chiavetta USB. La batteria garantisce da 2 a 3 ore di autonomia per carica. Il corpo misura 113 x 84 x 74 mm, solo corpo, e si stampa in 3D con Proto-pasta HTPLA.

Le cartucce sensore: IMX477, IMX585, IMX294 e IMX492

Il sistema di cartucce è la parte più interessante. Ogni sensore si monta su un attacco manuale Sony E, quindi si cambia ottica senza toccare il corpo. Il Raspberry Pi HQ IMX477 è da 12,3 MP, formato 1/2.3, colore e solo luce visibile. Il Sony IMX585 arriva a 8,3 MP, formato 1/1.2, e in Burst SR tocca i 20 MP: è full-spectrum ed esiste in versione colore e mono. Il Sony IMX294 colore e il Sony IMX492 mono stanno su formato Micro Quattro Terzi e offrono 11 MP binned oppure 47 MP unbinned, entrambi full-spectrum.

Due moduli sensore a confronto: uno piccolo in alto e uno più grande Micro Quattro Terzi in basso
Confronto tra moduli sensore: il modulo più piccolo da 1 x 1,2 pollici (in alto, tipicamente IMX585) e il modulo Micro Quattro Terzi più grande (in basso, IMX294).

Per il modello IMX585 la piastra di montaggio accetta obiettivi sia C- sia E-mount. Gli attacchi Fuji X e Micro Quattro Terzi arrivano come add-on opzionali. Con gli adattatori giusti si usano anche C-mount, M-mount, M42, Nikon F, Pentax K, Canon FD e Leica M. Il corpo supporta focal reducer, elicoidi e speed booster.

Software in Python, Wi-Fi e gestione LUT da browser

L’app fotocamera gira sul Raspberry Pi 5 e si basa su Picamera2 e libcamera. Con l’acquisto dei file digitali arrivano l’immagine Raspberry Pi flashabile e i file dell’app. Il Wi-Fi integrato apre due strade: il trasferimento file wireless e un’interfaccia web da browser per anteprima live, tethering e gestione LUT. La galleria è integrata e accetta file LUT standard .cube per le simulazioni film live. C’è anche un editor LUT on-camera che converte i file LUT Lumix V-Log L per usarli direttamente sulla macchina.

Interfaccia di un editor LUT con controlli per esposizione, contrasto, colore, fade e split tone
Editor LUT web on-camera: si parte da zero o da una LUT base, poi si regolano esposizione, contrasto, colore, fade e tonalità split tone

Le funzioni di scatto coprono parecchio terreno:

  • focus peaking e modalità telemetro
  • tap-to-zoom 2x e 4x
  • simulazioni film integrate
  • stitching panorama Brenizer
  • doppia esposizione in-camera
  • cattura simultanea di JPEG e RAW DNG

Il video si ferma a 1080p e 4K H.264 a 24 fps. La gamma ISO va da 100 a 6400. Per la fotografia full-spectrum servono filtri IR-pass o hot-mirror adatti. Il trigger remoto del flash passa da un jack mono da 2,5 mm, mentre l’attacco per treppiede è lo standard 1/4-20.

Quanto costa e quando arrivano i kit

La campagna di finanziamento su Kickstarter organizza le ricompense su più livelli. Il tier Digital Files parte da 85 dollari canadesi, circa 62 dollari USA. I kit hardware partono da 360 dollari canadesi, circa 259 dollari USA, per la cartuccia sensore IMX585. La fotocamera completamente assemblata IMX585 Color costa da 1.025 dollari canadesi, circa 737 dollari USA. La versione IMX492 Mono sale a 1.795 dollari canadesi, circa 1.291 dollari USA. I file digitali sono previsti a ottobre 2026, le consegne dell’hardware fisico a dicembre 2026 e gennaio 2027.

Chi vuole rifare il progetto da zero trova i componenti principali già in commercio. Il Raspberry Pi 5 nella versione con 2 GB di memoria è il punto di partenza obbligato, perché è quello che l’autore ha montato nel corpo. Per alimentare il tutto serve una HAT di ricarica con celle 18650, la stessa logica di una HAT come la Geekworm X1200. La stampa 3D del corpo in HTPLA è la parte che richiede più tempo, ma non ha vincoli particolari di tolleranza.

Il progetto è pensato per chi vuole costruirsi e adattare la propria macchina fotografica, non per chi cerca una point-and-shoot. La campagna di finanziamento raccoglie i dettagli delle ricompense e le date di consegna.


Fonte: https://www.kickstarter.com/projects/malcolmjay/wlv-01-a-modular-digital-camera-made-to-be-hacked

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