OpenMANET è un progetto open source che costruisce reti mesh wireless a lungo raggio, le cosiddette MANET, usando Raspberry Pi e chip Wi-Fi HaLow 802.11ah di Morse Micro. Chi la mette in piedi ottiene comunicazioni sul campo con push-to-talk, condivisione di posizioni GPS, streaming video da telecamera e integrazione con ATAK. Inoltre un solo mesh gate su Starlink o su rete cellulare porta Internet a tutta la rete. La banda va da 1 a 15 Mbps a seconda del paese di operazione, quindi siamo su un altro piano rispetto alle reti LoRa a pacchetti.
La differenza rispetto a Meshtastic e Meshcore sta proprio qui: OpenMANET porta IP completo, quindi voce PTT, streaming RTSP e ATAK. Perciò si rivolge a ricerca e soccorso, risposta ai disastri, eventi airsoft e situazioni off-grid. Il codice vive in un repository pubblico, il repository di codice del progetto, dove si trova tutto quello che serve per partire.
Il firmware OpenWrt e il daemon OpenMANETd in Go
Il firmware OpenMANET è basato su OpenWrt, quindi eredita una base solida e conosciuta da chi smanetta sui router. Sopra ci gira OpenMANETd, un daemon scritto in Go che fornisce la gestione della mesh, un’interfaccia web React integrata e un’API gRPC/HTTP. Di conseguenza si può configurare la rete dal browser oppure dialogare con l’API da uno script.
Sotto il cofano OpenMANET si basa sullo standard mesh Wi-Fi 802.11s e sul protocollo di routing batman-adv, acronimo di Better Approach To Mobile Adhoc Networking advanced, sopra 802.11s. In pratica ogni nodo inoltra il traffico degli altri e la rete si ricuce da sola quando un nodo sparisce. La funzione BLOS, Beyond Line of Sight, unisce in modo sicuro due MANET in località diverse tramite Internet.

Quali schede e moduli Wi-Fi HaLow servono
Il cuore radio è il modulo Wi-Fi HaLow mini-PCIe Seeed Studio Wio-WM6108, abbinato a un kit UPS con batteria 18650 nel nodo basato su Raspberry Pi 4. La scheda Raspberry Pi 4 regge la rete core, la comunicazione off-grid, la telecamera, BLOS e la nuova interfaccia utente, quindi è il punto di partenza consigliato. Anche il Raspberry Pi Zero 2 W e il Raspberry Pi 3 Model B trovano posto nella lista dei componenti supportati.
- Raspberry Pi 4, la piattaforma consigliata per il nodo completo
- Raspberry Pi Zero 2 W e Raspberry Pi 3 Model B per i nodi leggeri
- Modulo Seeed Studio Wio-WM6108 Wi-Fi HaLow mini-PCIe
- Gateworks Venice, HaLowLink 2 e Heltec HT-HD01 V2
- Adattatori USB Wi-Fi HaLow di Morse Micro
Se il nodo deve restare in rete per ore senza presa di corrente, l’alimentazione diventa il vincolo vero. Il kit UPS con batteria 18650 nel nodo Raspberry Pi 4 risolve proprio questo.
Un mesh gate Starlink e la funzione BLOS
La rete mesh può accedere a Internet attraverso un singolo mesh gate su connettività Starlink o cellulare. Quindi non serve un modem per ogni nodo: basta un punto che guarda il cielo o la cella, e il resto della maglia ci passa attraverso. Inoltre la funzione BLOS unisce in modo sicuro due MANET in località diverse tramite Internet, così due squadre lontane restano sulla stessa rete logica.
Per chi vuole rifare il progetto la strada è questa: un Raspberry Pi 4, un modulo Wi-Fi HaLow mini-PCIe, un UPS con batteria 18650 e il firmware OpenMANET. Poi si aggiungono i nodi leggeri e, se serve, il gate verso Internet. Il resto lo fa batman-adv, che ricostruisce i percorsi quando la topologia cambia.
Fonte: https://github.com/OpenMANET
