Suutari20 è una tastiera macro modulare che usa jack audio da 3,5 mm al posto dei connettori dedicati. Il progetto è di Squalius e si appoggia a un Raspberry Pi Pico con microcontrollore RP2040. Ogni jack può gestire fino a tre tasti, quindi l’hub arriva a supportare 18 tasti diversi. In mezzo ci stanno anche dispositivi analogici, per esempio una manopola del volume o un jog controller.
L’idea di fondo unisce semplicità e basso costo. I jack da 3,5 mm si trovano ovunque e costano poco, mentre un connettore proprietario obbligherebbe a cercare un fornitore preciso. Inoltre ogni tasto ha il proprio microcontrollore integrato nel modulo, quindi l’hub non deve gestire direttamente la matrice di pulsanti. Di conseguenza il cablaggio resta semplice e ogni modulo si può sostituire da solo.
Come funziona l’hub con le prese TRRS
Il collegamento tra hub e moduli passa da prese TRRS e jack da 3,5 mm, dal tipo TS al TRRS. Il jack porta i segnali dei tasti, quindi un solo cavo audio basta per tre pulsanti. Il firmware si basa su QMK con Vial, così le mappe dei tasti si riconfigurano da software. Chi vuole rifare il progetto trova il codice nel repository di Squalius.
Per l’alimentazione e la logica serve un microcontrollore RP2040, montato su Raspberry Pi Pico. La scheda gestisce gli ingressi dei moduli e parla con il computer via USB.
Cosa serve per il montaggio e la distinta
- Raspberry Pi Pico come hub con microcontrollore RP2040
- 8 prese audio PJ-320A per i jack da 3,5 mm
- 4 inserti heatset M2xL3xOD3
- 4 bulloni M2
- Jack da 3,5 mm dal tipo TS al TRRS per i moduli
I numeri della distinta sono contenuti: 8 prese audio PJ-320A, 4 inserti heatset M2xL3xOD3 e 4 bulloni M2. Gli inserti heatset si affogano nel corpo stampato in 3D e danno una filettatura resistente per le viti. Poi i bulloni M2 chiudono il tutto senza spanare la plastica dopo qualche smontaggio. Infine i jack da 3,5 mm completano i moduli e li rendono intercambiabili.
La parte analogica è quella che rende il progetto diverso da una semplice macropad. Un jack può portare il segnale di una manopola del volume o di un jog controller, quindi il modulo non si limita agli interruttori. Tuttavia serve un minimo di attenzione nel cablaggio, perché il segnale analogico convive con i contatti dei tasti sullo stesso connettore.
Il montaggio resta alla portata di chi ha già saldato qualche scheda. Si stampano i corpi dei moduli e dell’hub, si affogano gli inserti heatset, si saldano le prese PJ-320A e si collega il Pico. Poi si carica il firmware QMK con Vial e si assegnano i tasti. Grazie ai jack standard, sostituire un modulo rotto costa pochi centesimi e non richiede di rifare tutto.
