La Superboard 2040 di Zolex mette su una sola scheda un logic analyzer a 16 canali, un debug probe CMSIS-DAP e un monitor dei pin. Il target è un RP2040, il dual Arm Cortex-M0+ a 133 MHz con 264 KB di SRAM che tutti conosciamo. Accanto gli sta un co-processore AT32F405, Arm Cortex-M4 a 216 MHz con 256 KB di flash e 96 KB di SRAM, che si occupa di analyzer, debug, seriale e dialogo con il PC. Quindi non serve più tirare fuori l’analizzatore logico esterno per guardare cosa succede sul bus. Tutto entra da un singolo cavo USB Type-C.
La scheda misura 98 x 86 mm e pesa 45 g. Sono numeri che contano, perché il punto di un oggetto del genere è restare sul banco accanto al progetto, non finire in un cassetto. Inoltre il co-processore non si limita a fare da ponte: gestisce lui l’interfaccia seriale e la comunicazione con il PC, mentre l’RP2040 resta libero di eseguire il firmware che stiamo studiando.
Il logic analyzer a 16 canali e il debug probe SWD
I 16 canali del logic analyzer sono cablati direttamente ai GPIO dell’RP2040. Il campionamento arriva a 10 MHz, o più se il PC lo supporta, e lo stream viaggia su USB tramite driver WinUSB. C’e’ anche un decoder UART incluso, quindi si possono leggere le trame seriali senza strumenti aggiuntivi. Perciò chi sviluppa firmware vede insieme i segnali e il testo che ci passa sopra.
Il debug probe è di tipo CMSIS-DAP: il co-processore pilota l’SWD verso l’RP2040 e parla con OpenOCD, pyOCD, VS Code e qualsiasi toolchain SWD standard. Di conseguenza non serve una sonda separata per mettere un breakpoint. La dashboard a 25 LED completa il quadro, perché 24 dei 25 LED rispecchiano in tempo reale lo stato dei pin GPIO dell’RP2040 senza influenzarli.

Sul lato software la scheda porta due strumenti propri. la_cli serve per la cattura headless in CSV, quindi si possono lanciare misure da riga di comando senza aprire una finestra. Il Workbench viewer è il visualizzatore nativo di forme d’onda, con zoom, decimazione e cursori di misura. In particolare la cattura da riga di comando apre la strada a tool automatici o agenti AI che analizzano i segnali da soli.
Una porta USB composita, nessun driver da installare
La porta USB host di tipo Type-C verso il co-processore si enumera come un unico dispositivo composito, e dentro ci stanno tre cose:
- porta COM virtuale CDC, collegata alla UART del target
- WinUSB, per lo stream del logic analyzer
- CMSIS-DAP, per il debug
I driver sono inclusi in Windows, quindi non c’e’ nessun installer da lanciare. Una seconda porta USB resta a disposizione dell’RP2040 per il flashing drag-and-drop UF2 oppure per lo sviluppo USB. Inoltre tutti i GPIO accessibili dell’RP2040 sono portati su header, così la scheda non isola il target dal resto del progetto.
Chi vuole rifare il percorso può partire da una scheda RP2040 generica per il target e tenere la Superboard come strumento da banco. Nel catalogo c’e’ una scheda di sviluppo ultra compatta con RP2040 dual-core e USB-C, utile se il progetto finale deve restare piccolo. Il debug e il monitoraggio dei segnali, in ogni caso, restano il mestiere della Superboard 2040.
Chi vuole seguire il progetto trova sulla campagna su Crowd Supply di Zolex le informazioni sulla scheda e sulle sue versioni. Lì si capisce anche come è nata l’idea di tenere analyzer e probe sulla stessa board, invece di aggiungere strumenti esterni a ogni sessione di debug.
