GlitchCaster, l’iniezione di guasti EM sale sulla testa della stampante 3D

GlitchCaster è un dispositivo di valutazione per l’iniezione di guasti elettromagnetici, sigla EMFI. Genera un impulso elettromagnetico di circa 250 V attraverso sonde a bobina e si monta direttamente sulla testa di una vecchia stampante 3D o di una macchina CNC. Così il test di sicurezza diventa ripetibile, perché la sonda si sposta sugli assi X, Y e Z con la precisione che la meccanica della macchina già garantisce. Il progetto è di Diffused Tactics.

La bobina si avvicina al dispositivo bersaglio e gli impulsi partono con temporizzazione precisa. Il disturbo è temporaneo e mira a far sbagliare il bersaglio nel momento esatto in cui esegue un controllo. Inoltre il montaggio riprende la stessa topologia delle ventole da 40 mm, quindi la staffa si adatta a molte teste già in officina. Il modulo non ha un controller integrato: espone header a 2,54 mm e morsetti a vite, e il controller GPIO e PWM lo scegli tu.

Il flyback da 250 V e il condensatore da 630 V 470 nF

La sezione ad alta tensione usa un circuito flyback DC/DC costruito attorno a LDA111 e ATB3225. Il condensatore di accumulo è da 630 V 470 nF, quindi la tensione di lavoro sta comoda sopra i 250 V dell’impulso. La bobina di sonda inclusa è da 4,7 uH, con nucleo in ferrite da 4 x 15 mm e avvolgimento da 17,5 spire. Una scheda adattatore permette di alternare bobine con attacco a filo passante e bobine con connettore SMA.

Vista ravvicinata della scheda a circuito stampato principale del GlitchCaster
Uno sguardo ravvicinato alla PCB principale

Le misure delle tre PCB aiutano a capire gli ingombri. La scheda principale misura 71 mm x 32 mm x 1,65 mm. La scheda adattatore SMA misura 11,6 mm x 10,1 mm x 1,65 mm, che diventano 29,3 mm includendo i connettori. Infine la scheda del controller misura 71 mm x 30 mm x 1,65 mm. I fili jumper in dotazione sono lunghi 24 pollici, una lunghezza che basta per portare i segnali dalla testa della macchina al controller senza tendere i cavi.

Firmware PicoEMP e connettori SMA intercambiabili

Il firmware resta compatibile con quello dei progetti basati su PicoEMP, quindi chi ha già lavorato su quel design ritrova le stesse logiche. In più il firmware è personalizzabile dagli utenti avanzati, che possono adattare la temporizzazione degli impulsi al proprio banco di prova. Il montaggio su rotaia della stampante o della CNC fa il resto: il kit per Raspberry Pi Pico con sensori e attuatori copre la parte di prototipazione attorno al controller, se ti serve qualcosa da collegare ai GPIO.

Chi vuole rifare il banco di prova trova nella campagna su Crowd Supply di Diffused Tactics la descrizione del dispositivo e delle sue parti. Per il resto, la lista dei pezzi che contano è corta e vale la pena rileggerla con ordine.

  • LDA111 e ATB3225 per il flyback DC/DC della sezione ad alta tensione
  • condensatore di accumulo da 630 V 470 nF
  • bobina di sonda da 4,7 uH con nucleo in ferrite da 4 x 15 mm e 17,5 spire
  • connettori a 2,54 mm, morsetti a vite da 2,54 mm e connettori SMA
  • scheda controller basata su Raspberry Pi Pico
  • fili jumper da 24 pollici e PCB adattatore per le sonde

Il punto di forza sta nella meccanica riciclata. Una stampante 3D ferma in un angolo diventa un posizionatore a tre assi per la sonda, e ogni impulso parte dallo stesso punto con lo stesso ritardo. Di conseguenza le prove si possono ripetere e confrontare, invece di dipendere dalla mano di chi tiene la bobina. Il GlitchCaster rende accessibile e ripetibile il test di sicurezza EMFI sfruttando una macchina che in officina c’è già.


Fonte: https://www.crowdsupply.com/diffused-tactics/glitchcaster

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