OpenClaw trasforma un Raspberry Pi in un Gateway AI personale capace di collegare modelli linguistici, canali di messaggistica e strumenti operativi locali. A differenza delle soluzioni cloud tradizionali, l’intero sistema gira su hardware controllato dall’utente, mantenendo credenziali e configurazioni all’interno del proprio perimetro tecnico.
Il progetto completo è stato pubblicato sulla rivista Elettronica In 290.
Cos’è OpenClaw e come funziona
OpenClaw è un progetto open source nato tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026 per iniziativa dello sviluppatore Peter Steinberger. Il cuore del sistema è il Gateway, un processo Node.js che rimane in esecuzione permanente e funge da punto di raccordo tra canali di messaggistica, modelli linguistici e strumenti locali. Il flusso operativo è diretto: il Gateway riceve un messaggio da Telegram, lo invia a un provider AI (OpenAI, Anthropic, Google, Mistral o altri), interpreta le azioni suggerite dal modello e, se necessario, invoca strumenti presenti sul sistema ospite prima di restituire la risposta.
Di conseguenza, OpenClaw non si limita a generare testo: può eseguire processi locali, accedere al filesystem, effettuare richieste HTTP e pilotare una shell. Il repository ufficiale è disponibile su GitHub con licenza MIT, la documentazione su docs.openclaw.ai.
Installazione su Raspberry Pi 4
La piattaforma consigliata è un Raspberry Pi 4 con 8 GB di RAM, con Raspberry Pi OS Desktop a 64 bit. Il sistema operativo si prepara tramite Raspberry Pi Imager, configurando hostname, SSH, utente dedicato e Raspberry Pi Connect già prima della scrittura dell’immagine.
Una volta avviato il sistema e collegati via SSH, si aggiorna il sistema operativo e si installa Node.js 22 tramite il repository ufficiale NodeSource. L’installazione di OpenClaw avviene con un singolo comando:
curl -fsSL https://openclaw.ai/install.sh | bashLo script installa i componenti e avvia immediatamente la procedura di onboarding interattiva, che guida la scelta del provider AI, l’inserimento della chiave API e la configurazione del modello. Per un Gateway su Raspberry Pi, un modello come gpt-5-mini rappresenta la scelta equilibrata tra costi e prestazioni.
Integrazione con Telegram
Il canale di messaggistica predefinito è Telegram. La configurazione richiede la creazione di un bot tramite @BotFather e l’inserimento del token durante l’onboarding. In seguito, ogni nuovo utente deve essere autorizzato esplicitamente tramite un meccanismo di pairing da terminale, garantendo che solo gli utenti abilitati possano interagire con l’Agent.
Controllo GPIO e automazioni avanzate
Uno degli aspetti più rilevanti dell’integrazione con Raspberry Pi è la possibilità di controllare i GPIO tramite linguaggio naturale. Abilitando i tool di sistema, si possono impartire comandi come “Accendi il LED collegato al GPIO24” o “Genera un impulso di 100 millisecondi” direttamente via Telegram, senza scrivere codice dedicato.
Tuttavia il valore reale emerge nelle automazioni condizionali. L’Agent può interrogare un servizio meteo, verificare lo stato di un sensore e valutare più condizioni logiche prima di attivare un attuatore fisico: un livello semantico che va oltre il semplice script. In questo contesto la sicurezza è un requisito progettuale, non un dettaglio: il Gateway deve operare su utente dedicato con privilegi limitati, senza esporre la dashboard su rete pubblica, con i tool abilitati ridotti al minimo necessario.
