AI come copilota del programmatore: coding in locale e gratis

Nella seconda puntata della rubrica “L’AI come copilota del programmatore”, pubblicata su Elettronica In n. 292 (Agosto/Settembre 2026) si passa dal cloud al coding in locale. Niente più abbonamenti mensili a servizi remoti, perché l’intelligenza artificiale gira direttamente sul computer.

Guarda lo short:

Dal cloud al locale

Nella prima puntata abbiamo analizzato l’AI come copilota di programmazione utilizzando sistemi remoti in cloud, come Claude, ChatGPT (OpenAI) e GitHub Copilot. Questa seconda puntata affronta invece la domanda opposta: e se non si vuole pagare un abbonamento cloud? La risposta è portare l’elaborazione in locale, sul proprio hardware.

Che hardware serve

Per far girare un modello AI in locale serve una potenza computazionale adeguata. Nell’articolo si parte infatti da un computer con due schede grafiche abbastanza performanti, condizione che rende possibile eseguire i modelli senza appoggiarsi al cloud. Chi non dispone di un hardware così dedicato ha comunque un’alternativa più leggera: un Raspberry Pi, soluzione già approfondita nel numero 290 della rivista, anche in un video dedicato sul canale YouTube.

I modelli e gli strumenti da installare

Il punto di partenza è Ollama, il software che gestisce l’esecuzione dei modelli in locale. Su questa base è possibile scegliere tra diversi modelli orientati al coding, tra cui Qwen2.5-Coder (di Alibaba), Codestral e DeepSeek. Per chi lavora direttamente nell’editor, l’articolo mostra anche come integrare questi modelli in Visual Studio Code tramite l’estensione Continue, così da avere il copilota AI a disposizione durante la scrittura del codice. Tutta la parte di installazione, dal download del modello alla sua esecuzione in locale, viene spiegata passo dopo passo.

Un copilota utile, non infallibile

Anche in questa seconda puntata resta valido l’avvertimento della prima: questi strumenti sono performanti, ma non infallibili. Il rischio di allucinazioni e di codice errato è reale, quindi ogni output va sempre verificato prima di essere utilizzato in un progetto vero.

L’articolo completo, con tutti i passaggi di installazione e configurazione, è disponibile sul numero 292 di Elettronica In, in edicola e in abbonamento.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Menu